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Ragusani nel Mondo: Ancora successo per la nuova missione in Argentina '07
[redazione] Thursday, 19 April @ 10:50:00 CEST
Ragusani nel Mondo Un felice esito ha avuto una recente missione dell’Associazione Ragusani nel Mondo in Argentina, che ha consentito di rafforzare i legami già da tempo esistenti con le comunità iblee del sudamerica, con ampi e significativi riflessi sia sul piano culturale che sociale.

Fitta ed intensa l’agenda dei lavori, coordinata in comune accordo con i vari corrispondenti argentini, nell’ambito di un tour che ha attraversato ben  quattro città, in ordine Mendoza, Cordoba, Tucuman e la capitale Buenos Aires. Un autentico tour de force , ovunque segnato dall’affetto, dal  calore e dall’interesse delle centinaia di corregionali di origine siciliana ,ed iblea in particolare, convenuti ai vari incontri organizzati.
            La nuova missione e’stata incentrata  in particolare sulla promozione del Premio Ragusani nel Mondo, con la proiezione in tutte le città ove ha fatto tappa la missione di un video riepilogativo delle dodici edizioni di una manifestazione che costituisce un significativo momento di valorizzazione per l’intero territorio della Provincia di Ragusa, ben oltre i confini della medesima.
            Numerosi attestati e compiacimenti sono venuti dai principali esponenti delle comunita’ incontrate, con una punta di comprensibile orgoglio in particolare da parte di quelli di origine iblea, fra i quali Renzo Cirnigliaro e Biagio Gurrieri, residenti rispettivamente a Tucuman e Buenos Aires, premiati  nelle edizioni del 2002 e del 2006;  i suddetti, insigniti del riconoscimento  per i successi ottenuti nella sfera dell’impegno socio politico e nel campo della scultura , si sono  visibilmente emozionati allo scorrere di immagini che hanno loro richiamato momenti  profondamente cari, legati al conferimento di un attestato che di anno in anno acquisisce un crescente profilo di prestigio a livello internazionale.
            La visita della delegazione iblea  è  iniziata a Mendoza, una delle capitali mondiali del vino, in coincidenza con la Festa Della Vendemmia, che richiama ogni anno ad inizio del mese di marzo migliaia di turisti da tutto il mondo per la spettacolare rievocazione, unica nel suo genere, dei riti legati ad un evento di grande impatto per l’economia della zona e di tutta la nazione argentina.
            Nella vicina San Martin, al centro di una ridente zona di vigneti, si e’ svolta all’interno dell’ospedale Alfredo Perrupato una suggestiva cerimonia , con la presenza delle Autorità sanitarie locali e delle locali Istituzioni Pubbliche, a ricordo della donazione di un  ingente carico di medicinali avvenuta  nel 2004 ad opera dell’ASL.7 di Ragusa e di alcune imprese farmaceutiche private, con la collaborazione della presidenza della Provincia e il coordinamento dell’Ass.Ragusani nel Mondo. L’iniziativa benefica sovvenne all’epoca alla drammatica penuria di medicinali, anche di primaria necessità , palesata dalle strutture sanitarie dell’Argentina nella fase di gravissima crisi socio-economica che penalizzò l’intero paese sudamericano ad inizio del nuovo secolo.
            Un semplice per quanto  nobile gesto , dal  largo impatto sociale, dal quale e’ derivato un sentimento di profonda riconoscenza  da parte della locale popolazione e dei responsabili del presidio sanitario di San Martin nei confronti delle Istituzioni Ragusane .
            Uguale gratitudine è stata manifestata nel corso di una pubblica cerimonia dai responsabili della Casa di Riposo per Anziani di Mendoza per la sovvenzione di E.20.000,00 elargita nel 2003 dalla Regione Sicilia- Assessorato All’Emigrazione, su iniziativa ed impulso dell’Associazione Ragusani nel Mondo.
            A Mendoza le varie iniziative sono state curate da Graciela Sparla e Carlos La Terra, entrambi di origine iblea,rispettivamente coordinatrice della locale Associazione dei Ragusani e Sottogretario al Ministero dello Sport della Provincia .
            A Cordoba, seconda tappa della missione, sotto il coordinamento del ragusano Giorgio Flaccavento, presidente della Casa d’Italia di Valle Hermoso, è stato fatto il punto su un  programma di aiuti umanitari e sanitari recentemente promosso  dall’Associazione in favore delle fasce più povere della locale popolazione.
            All’incontro con la comunita’ iblea, intervenuta in larga rappresentanza presso la sede della Società Dante Alighieri, il pres. del Comites  Rodolfo Borghese ha espresso vivo compiacimento per il lavoro svolto dall’Associazione  in favore delle proprie comunità.
            A Tucuman, terza tappa del tour socio-culturale, a fare gli onori di casa è stato il prof. Renzo Cirnigliaro, ragusano, politico di lungo corso, già Ministro della Provincia negli anni 80, e uomo profondamente rispettato e stimato presso le Istituzioni pubbliche e private, nonché  presso  tutta la comunità italiana del luogo.
            A  Buenos Aires, meta finale della missione, si è avuto un autentico bagno di folla all’incontro organizzato presso la sede dell’Ass. Siciliana di Mutuo soccorso, con la collaborazione della FESISUR, ed in particolare del suo presidente Carmelo Pintabona, consultore della Regione Sicilia nel settore  dell’emigrazione e primario esponente della comunità siciliana della capitale argentina.
            Nella capitale argentina fra l’altro l’Associazione  ha promosso , nel corso dell’incontro con la comunità siciliana, il programma di espansione  all’estero dell’AVIS Italia, illustrato per l’occasione da alcuni dirigenti nazionali in missione  ufficiale in diverse città del  sudamerica.
 
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Tutti i contatti avuti con le comunità iblee delle varie città , che hanno avuto largo eco nei giornali e nelle locali stazioni radiofoniche, hanno evidenziato  il  profondo legame esistente fra le stesse e  la propria terra d’origine, mai reciso nonostante la lontananza , il più delle volte  forzata ed obbligata  dall’impossibilità di farvi ritorno.
Decine di storie diverse ma per certi aspetti sempre uguali, che hanno segnato indelebilmente la vita di tanti nostri conterranei, partiti nell’immediato dopoguerra bambini al seguito di genitori protesi verso la disperata ricerca , nell’eldorado americano ,di una provvidenziale via di fuga  dalla fame nera che segnava la loro grama esistenza  nei paesi di residenza.
I bambini di allora, ormai adulti ed avanti negli anni, sono stati educati dalle famiglie, sin dall’arrivo nella nuova patria di adozione,  all’amore per la propria terra; ma il mancato ritorno, reso sovente impossibile dalla mancanza di adeguate risorse finanziarie, ha creato negli anni  un  profondo disagio,  unito a volte ad un sentimento di rabbia e ribellione verso una scelta che subirono da piccoli  senza una loro precisa volontà.
            Ed in tal senso la semplice prospettiva di un turismo sociale, che fa leva su  un sensibile  sconto sui costi di viaggio, grazie ad una legge  regionale,ha riacceso la fiammella della speranza in quanti non hanno mai troncato il sogno di rivedere, sia pure per un breve soggiorno, la provincia natia.
A tutti i corregionali di origine iblea intervenuti ai vari incontri  è stato rivolto l’invito a partecipare ad una iniziativa del genere, di prossima attuazione grazie ad una finanziamento disposto in favore dell’Associazione dall’Assessorato Regionale all’Emigrazione, anche se di essa saranno in pochi a poterne beneficiare.
La proiezione di un video e di foto delle principali bellezze architettoniche e paesaggistiche della provincia  ha illuminato i cuori degli intervenuti, segnati da una profonda gratitudine ma anche da un comprensibile orgoglio e fierezza per la comune  origine.
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La missione argentina è stata anche occasione per approfondire  dal vivo l’importanza del voto agli italiani all’estero, che nel paese sudamericano ha espresso, fra gli altri, il senatore Pallaro, di recente balzato all’attenzione dei mass media per il carattere determinante della sua presenza  nello scacchiere della politica nazionale.
Invero la comunità siciliana, e per esteso quella di origine italiana, sarebbe disposta a sacrificare questo pur importante riconoscimento sull’altare di  una politica più vicina agli interessi delle fasce più deboli, alimentando e rafforzando iniziative, da parte della nazione d’origine, che vadano nel senso di una elevazione materiale dei connazionali italo-argentini.
L’analisi dei bisogni e delle aspettative della comunità è venuta fuori anche dagli incontri  avuti con alcuni rappresentanti delle locali istituzioni, in qualche caso al massimo livello come il presidente  del Parlamento della Provincia di Tucuman Fernando Said Juri. 
L’Argentina si trova in una fase di sicura e confortante ripresa economica, il paese è più vivo e dinamico rispetto ad un recente passato, anche se, come capita in situazioni del genere, a beneficiarne sono in pochi, e le masse sono generalmente escluse dai positivi riflessi derivanti dal miglioramento del quadro economico generale.
Invero negli ultimi tempi si è un po’ attenuato il fenomeno dell’emigrazione dei giovani verso l’Europa, e segnatamente verso la Spagna e l’Italia, che ad inizio degli anni duemila aveva alimentato una sorta di emigrazione alla rovescia. Il  mercato del lavoro offre maggiori opportunità rispetto ad un recente triste passato, ed i giovani trovano piu’ facilmente occupazione, anche se rimane vivo in molti di loro, italiani di terza o quarta generazione, il desiderio di scoprire le proprie origini e magari trasferirsi definitivamente nella terra degli avi.
In generale purtroppo i ceti medio bassi, che costituiscono la stragrande maggioranza del popolo argentino, fra cui oltre un terzo di origine italiana, continuano a subire il peso e gli effetti delle scelte scellerate  compiute dalla classe dirigente di quel  paese nell’ultimo trentennio.
I nostri connazionali, e fra questi i conterranei di origine iblea, continuano a guardare  con grande interesse e speranza alla lontana Italia, dalla quale si aspettano una politica non solo di mero aiuto assistenziale, ma di vera cooperazione economica e culturale che contribuisca, in concerto con le autorità argentine, al miglioramento del quadro complessivo delle loro condizioni di vita.
Gli appelli e le rivendicazioni che ci vengono  da quel mondo, lontano per distanze territoriali ma molto vicino per mozione di affetti, sono costanti ed affondano le radici nel tempo , e devono  attirare l’attenzione della   classe dirigente nazionale ,nonche’ di  quella che governa il nostro territorio.
Sebastiano D’Angelo- Direttore Ass. Ragusani nel Mondo. 


 
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