Romaportale.com: Roma, l'originale campagna pubblicitaria di un'agenzia funebre: ''vi aiutiamo a
[redazione] Sunday, 12 January @ 21:03:34 CET
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Prendi due grandi tabù di questo secolo: la morte, sempre più allontanata dalla nostra quotidianità e la crisi economica e mettile in un manifesto pubblicitario ad altissimo impatto emotivo, firmato dalla Peyote Adv, per un'agenzia funebre. Da anni la Taffo Funeral Services – funerali dal 1940 – si fa riconoscere per le sue originali pubblicità, anche perché non sono molte le aziende che operano nell'ambito delle onoranze funebri che affidano la propria immagine a spot e campagne off line.


Nel suo ultimo manifesto pubblicitario Taffo sposta l'attenzione dall'evento luttuoso alle tasche degli italiani, lanciando un head line ironico e irriverente che recita "Vi aiuteremo a farlo a pezzi...", facendo riferimento al miglior cinema, da Arsenico e vecchi merletti, il film del 1944 diretto da Frank Capra, alle pellicole di Tarantino. La campagna affissionistica campeggia sui muri della Capitale. L'immagine evocativa della cornetta di un telefono vintage lasciato penzolare e la frase shock bastano per farci ripescare immagini noir. Ma non è il caro estinto colui che verrà sezionato, il riferimento è all'ultimo viaggio, il funerale. Se siamo già abituati a rateizzare vacanze, mutui e automobili, Taffo viene a darci una mano per affrontare un avvenimento che il più delle volte ci trova impreparati, anche sotto il profilo economico, offrendo l'opportunità di rate da 99 euro: è il prezzo, che viene fatto a pezzi. A fronte delle polemiche sollevate dalle precedenti campagne pubblicitarie della Taffo, come il manifesto “Perché piangere due volte?”, sempre riferito ai funerali completi a rate, oppure la partecipazione come sponsor al cinepanettone dell'anno scorso Il peggior Natale della mia vita (Ale e Franz fecero esplicito riferimento alla Taffo in un irresistibile sketch), dalla Taffo ribadiscono il tentativo di dissacrare un evento inevitabile e di condirlo di sana ironia. “In Italia non abbiamo ancora la cultura della morte – spiega Alessandro Taffo – e ignorarla non servirà a farcela accettare meglio. In altri paesi le persone lasciano disposizioni specifiche e desideri, considerano la propria fine come un processo inevitabile e umano, di cui essere partecipi e consapevoli”. Diceva Marco Aurelio: “la morte sorride a tutti; un uomo non può far altro che sorriderle di rimando”. Perché parlare di morte fa paura e pare non sia consentito scherzarci su.

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